Conferenza urbanistica X Municipio: proposte all'assessore Caudo

Considerazioni e proposte a seguito  della conferenza urbanistica tenuta dal prof. Giovanni Caudo – Teatro del  Lido – 9 giugno  2014: progetto urbanistico, fragilità, consumo di suolo, dissesto idrogeologico, rimedi, Piccola Palocco, finanziamenti, referendum consultivo...

1-Per costruire un progetto urbanistico per un territorio, bisogna partire col dire quali sono le caratteristiche di quel territorio: noi abbiamo il mare, il Tevere, le pinete, il verde agricolo, una vasta area archeologica. Da queste caratteristiche scaturiscono  le attività economiche collegate e cioè  balneazione, turismo, attività ricreative, commercio, servizi, nautica, ecc.    I pregi ambientali del nostro territorio lo rendono particolarmente adatto all’edilizia residenziale.  Molti desidererebbero  abitare a contatto con la natura, a due passi dal mare. 
2-Il  nostro territorio ha anche delle fragilità: 500 ettari di territorio sono al disotto del livello del mare. Un tempo questo territorio era inabitabile, acque stagnanti, mefitiche, malaria. Ci sono voluti anni e anni di lavori per bonificarli (inizio dei lavori anno 1884). Ma se il sistema idraulico non funziona e  non viene adeguato  tutto può tornare  come prima. Ulteriore fragilità: il patrimonio ambientale costituito da pinete, mare, fiume Tevere, siti archeologici sono un valore “fragile”. Per essere conservati e valorizzati  nel tempo richiedono un territorio poco  antropizzato, con  bassa densità abitativa.
3-E’ successo invece che si è costruito troppo. Non solo, ma mentre cresceva l’edilizia residenziale le infrastrutture di servizio rimanevano sostanzialmente ferme. Creando problemi : la mobilità congestionata, i trasporti pubblici  insufficienti; le inondazioni che da episodiche  sono diventate  via via più ricorrenti in corrispondenza con l’aumento del consumo di suolo per edilizia; il terzo danno quello ambientale,  meno avvertibile nell’immediato, ma  il più grave nel tempo: aria pulita, clima, temperatura, compromissione delle pinete. La causa di tutto ciò è facilmente individuabile, essa dipende dalla crescita spropositata  di edilizia residenziale e della relativa  popolazione,  una crescita che è avvenuta senza nessuna attenzione alle peculiarità e fragilità del territorio. Molto carente il ruolo delle istituzioni, nessuna vigilanza, nessun disegno chiaro sull’idea di città che vogliamo. 
4-Quali  rimedi: dire no ad una ulteriore crescita edilizia,  intervenire per rimediare alle carenze e ai danni più urgenti (mobilità e inondazioni), fermarsi per fare il punto della situazione, capire qual’è l’identità, lo sviluppo  che intendiamo perseguire. Il prof. Caudo dice giustamente che non si può fermare il divenire e la vitalità di un territorio. Con il termine “moratoria edilizia”  vogliamo semplicemente fermare ulteriori danni,  perché continuando a costruire “rebus sic stantibus” è ineluttabile che ciò avvenga. Chi  dice  che fermare l’edilizia  significa fermare lo sviluppo, finge di ignorare a quale sottosviluppo ci ha portato un’edilizia realizzata “a  prescindere”, e cioè senza essere affiancata dai necessari adeguamenti infrastrutturali primari e da un disegno generale sull’idea di città che vogliamo.
5- Non vogliamo fermare lo sviluppo, ma proporne altri più congeniali alle caratteristiche del nostro territorio. Ad esempio, lo sviluppo di un’agricoltura ecosostenibile, la tipicità dei nostri prodotti, ortaggi, fiori, prati pronti (l’azienda  Bindi li coltiva da molti anni ), serre, sfruttare l’opportunità di avere mercati così vicini (c.d.filiera corta), industria agroalimentare. Abbiamo ancora molte aree a verde agricolo, bisognerebbe  introdurre vincoli agricoli nel piano regolatore per far capire ai proprietari di queste aree che non ci saranno più cambi di destinazione, né rendite parassitarie collegate. Abbiamo conosciuto numerose cooperative di giovani pronti a fare ciò. L’idea di città che proponiamo non potrà essere stravolta dal deprecabile uso delle  varianti o deroghe.
6-Il prof. Caudo ci ha ufficialmente comunicato che la compensazione Piccola Palocco, già accantonata dalla passata amministrazione, non si farà più. Ma i programmi di edilizia approvati o in corso di approvazione o allo studio sono ancora  numerosi. Ne accenniamo sinteticamente:  i toponimi: stanze/abitanti da realizzare 6.320 (su 4.930 già esistenti  da recuperare); 1.817 alloggi di housing  sociale; 15 piani di zona, legge 167/1962, vorremmo sapere quanti di essi cadono nel nostro Municipio; 24 le proposte di recupero urbano, denominato di Acilia-Dragona, art.11 legge 493/1993: vorremmo sapere quali  iniziative in concreto sono state realizzate e quali altre sono in attesa di realizzazione. Compensazioni, sappiamo di quella denominata la Macchia di Guerrino, 3.000 abitanti in  località Infernetto. Infine, la Centralità Acilia/Madonnetta , 130 ettari di aree, 1 milione di mc. di costruzioni: sappiate che siamo contrari. Riteniamo che l’idea delle centralità nasce da una visione centralistica della Capitale: trasferire in periferia il congestionamento  del centro cittadino.  Non ci sembra un’idea percorribile per il nostro Municipio. Vorremmo spiegare che noi già svolgiamo un servizio  di “centralità” verso l’area metropolitana per quanto concerne il mare, la balneazione, l’uso ricreativo e naturalistico delle pinete e dei nostri spazi a verde agricolo.  E’ questo il ruolo che ci prefiggiamo di continuare a svolgere e di migliorare. Non si possono svolgere più ruoli, soprattutto se sono confliggenti tra loro.  In conclusione,  vorremmo avere conoscenza dei dati globali sulle iniziative di trasformazione del territorio del Municipio e vorremmo anche conoscere quali e quanti sono i cantieri  tuttora aperti e le rispettive volumetrie.
7-Il finanziamento delle opere di urbanizzazione. Non ci piace la c.d. urbanistica negoziata, prevista da  leggi ( legge n. 662/1996, art.2, punto 203; legge 244/2007, art.1 commi 258 e 259) che hanno introdotto nuove figure di accordi e di intese tra soggetti pubblici e soggetti privati allo scopo di realizzare programmi ed interventi coordinati (accordo di programma, patto territoriale, compensazione, ecc.) “La riqualificazione urbano-territoriale non può realizzarsi secondo logiche di mera opportunità d’impresa”. L’assessore Giovanni Caudo, a cui va dato il riconoscimento di aver avviato per primo un procedimento partecipativo con i cittadini dei Municipi, tra i diversi compiti che è chiamato a svolgere, si deve anche  preoccupare come finanziare il costo delle opere di urbanizzazione (la c.d. moneta urbanistica).  E’ un compito ingrato.  E’ un po’ come chiedere al soldato al fronte che, se gli mancano le munizioni,  le deve chiedere  al nemico.  
8-Infine, proponiamo che le conclusioni del lavoro  siano approvate con referendum consultivo da parte dei cittadini del Municipio X. 

Aderiscono alla nota:             
Comitato di quartiere Casalpalocco
Palocconline
s.o.s. – Soccorso Cittadini
Comitato di quartiere   Stella Polare Mare
Rinnovamento Palocco
Comitato No Antenna Metro Drive In
Associazione Onlus quelli del Parco Massimo Di Somma
Comitati di zona Palocco BP
Comitato di quartiere Axa Sicura
Coordinamento:  Franco Trane , Franco Ranucci e Vittorio Salvatore