Allagamenti... di nuovo

Siamo alle solite. Una notte di pioggia intensa, tromba d'aria e mareggiata di rito, e l'entroterra del X Municipio è di nuovo sott'acqua. Così anche Ostia ponente, con danni importanti a strade, edifici pubblici e privati.
A Casalpalocco l'acqua in alcuni scantinati, o sale hobby che dir si voglia, ha raggiunto il metro e mezzo d'acqua. E poi le solite pozzangherone, nei soliti punti. Ma nei quartieri vicini è andata peggio, molto peggio.
La Colombo nella prima mattina di Venerdì 31 gennaio era un fiume di fango che scendeva verso il mare. Il sottopasso della via del mare impraticabile. Bagnoletto è devastata. Le scuole sono rimaste chiuse sia Venerdì che Lunedì 3 Febbraio per i controlli di rito, alcune si erano allagate. Molti senzatetto ospitati nelle palestre delle scuole, hanno perso tutto, l'acqua in queste circostanze non fa sconti a nessuno. Centinaia gli interventi di Protezione civile, Vigili, Vigili del fuoco. C'è voluto l'intero week end per tornare ad una 'quasi normalità' e tirare le somme. Ma a Palocco 84 il solito laghetto che si forma nel parco sul Canale della Lingua, al momento sfiora il livello della strada, mai visto così! È Lunedì sera e ci stanno lavorando ancora adesso con l'illuminazione artificiale.  Sono passati due anni e mezzo dalla morte di Perera all'Infernetto nell'alluvione del 20 Ottobre 2011, e questa volta solo per puro caso si è evitata un'altra tregedia. Ma i danni alle cose non si contano. Stesse case, stessi danni. I fenomeni si intensificano, sono più frequenti e di maggiore forza. La messa in sicurezza di questo territorio è una corsa contro il tempo. Si possono ottenere molti miglioramenti in tema di sicurezza con le opere adeguate, ma la sensazione è che comunque dovremo tutti metterci in testa di rinunciare a qualcosa. Anche se Palocco, per essere stata progettata e costruita con criterio, risente meno di altre zone le conseguenze degli allagamenti, non deve sentirsi immune.  Non ci stancheremo mai di ripeterlo. Che gli scantinati restino scantinati, che i prati restino prati. Nelle piccole, come nelle grandi proprietà, queste regole dovevano e dovranno essere rispettate con grande scrupolo. In alcuni casi non dovrà sembrare strano se sarà necessario fare un passo indietro ripristinando prati e ristudiando pendenze e calibrature delle origini. Qualsiasi modifica ognuno faccia al territorio, non ricade solo su se stessi, ma su tutta la comunità. Nei vecchi regolamenti di condominio dell'Immobiliare era riportato l'assoluto divieto di modificare le pendenze e le superfici pavimentate nei singoli giardini come nelle proprietà comuni. Roba vecchia, barbosa, dicevano alcuni. (Anche per questo si preferiva a volte trasferisrsi  nel più 'selvaggio' Infernetto ndr). In molti non hanno rispettato queste regole, che in realtà avevano una loro ragione tecnica ben precisa. La permeabilità del suolo, la pendenza che portava l'acqua ai chiusini ed evitava che ristagnasse vicino alle case, e via di seguito. I timbri dei vecchi condoni hanno aumentato il valore delle nostre case, e sono sembrati a molti un vero affare. Ma di alluvione in alluvione, chi vorrà più venire a vivere qui? Chi vorrà più comprare le nostre umide case? L'abusivismo di ogni ordine e grado, e ahimè anche nel nostro quartiere ce ne è stato molto, ci sta presentando il conto. Salatissimo e non del tutto imprevedibile.